Andiamo a Pantelleria
12 settembre 2026

E dopo la pausa estiva si riparte!
Il racconto del trasferimento di Serena direttamente dalla penna di Alessio, sonographer e provetto marinaio.
"Anche quest’anno ho il piacere, e soprattutto la fortuna, di prendere parte a questo bellissimo progetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari nelle isole minori. La mia destinazione, questa volta, è Pantelleria e devo dire che l’avventura è cominciata ancora prima di arrivare sull’isola.
La prima grande fortuna è stata infatti quella di poter raggiungere Pantelleria direttamente in barca a vela, partendo da Trapani, dove l’imbarcazione si trova ormeggiata.
Appena arrivato a Trapani, telefono a Sergio, lo skipper incaricato del trasferimento. Bastano pochi minuti per essere travolti da quel calore e da quella spontaneità che rendono la Sicilia così speciale. Sergio si rivela subito un personaggio: simpatico, esuberante, chiacchierone, di quelli con cui è impossibile annoiarsi.
La sera del venerdì andiamo a dormire presto. Sergio mi avverte che la sveglia suonerà all’alba: ci aspetta una lunga giornata di navigazione.
Alle cinque del mattino molliamo gli ormeggi e facciamo rotta verso Pantelleria. Il cielo, però, non promette nulla di buono. Pioviggina e, all’orizzonte, qualche lampo illumina minacciosamente il mare.
All’altezza di Favignana, quello che sembrava soltanto un temporale lontano decide di venirci a trovare. E non certo in punta di piedi.
Ci ritroviamo nel bel mezzo di un violento temporale, tra pioggia battente, onde e raffiche di vento che raggiungono i 50 nodi. Altro che tranquilla traversata estiva!

Cerco di dare una mano a Sergio nella gestione della situazione. Ammainiamo le vele e troviamo riparo sottovento, dietro una scogliera di Favignana, aspettando che il peggio passi.
Una volta calmato il mare e verificato che non ci siano danni, riprendiamo la navigazione. Procediamo prevalentemente a vela, aiutandoci ogni tanto con il motore quando il vento decide di prendersi una pausa. Pioggia e onda lunga, invece, sembrano non averne alcuna intenzione.
Raggiungiamo finalmente Pantelleria quando il sole è ormai tramontato. Ormeggiamo, improvvisiamo una spaghettata e poi dritti a letto, stanchi ma soddisfatti.

Il giorno dopo saluto Sergio con un abbraccio. In fondo abbiamo condiviso soltanto un giorno di navigazione, ma certe esperienze bastano a creare una bella complicità.
Il weekend mi regala un primo assaggio di Pantelleria. E mi basta davvero poco per capire quanto quest’isola sia speciale: le scogliere nere di origine vulcanica, il mare, il verde sorprendente dell’entroterra e quel paesaggio così particolare, a tratti aspro e selvaggio.
La domenica sera, prima di andare a dormire, do un’occhiata all’agenda degli ecocardiogrammi della settimana. Non c’è nemmeno uno spazio libero.
È il primo segnale concreto di quanto questa iniziativa sia sentita e apprezzata dagli abitanti dell’isola.



