Un passeggero speciale
- 19 ore fa
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1 - 2 maggio

Al Dr. Diena il racconto della navigazione.
"Arriviamo all'isola del Giglio la sera del 30 aprile: da Finale Ligure Pietro Massaferro, grande marinaio, con Sara Maglio; Marco Diena da Torino con treno e traghetto da Porto Santo Stefano a Giglio Porto.
La cosiddetta alta velocità Frecciarossa è in ritardo di 25 minuti da Torino e perdo la coincidenza a Roma per Orbetello-Monte Argentario. Pertanto oggi ci sono volute 12 ore per arrivare alla barca Serena che rolla visibilmente nel porto testimone del naufragio più imprevedibile e grave della storia recente.
Qui ci accoglie Sergio Ortelli, Presidente dell'ANCIM, amico ed ex sindaco della città, che molto sta facendo per la comunità dell'isola e delle isole minori e che nella notte del 13 gennaio 2012 ha dimostrato un vero talento nell'organizzare l'assistenza ai naufraghi del Costa Concordia. Ci racconta di quanto la Protezione Civile e la popolazione siano state straordinarie ad accogliere i naufraghi bagnati, impauriti e ancora sotto shock.
Visitiamo il Centro medico della Misericordia dove la dottoressa della Cardioteam Foundation ha fatto i controlli del cuore agli isolani.
Al mattino del 1 maggio, con una bella brezza di Grecale, salpiamo passando sulla secca che purtroppo era stata fatale a 41 persone ... ma per fortuna la nave si era arenata e coricata verso la costa e non verso il largo altrimenti avremmo pianto migliaia di morti. Forse qualcuno da lassù ha guardato in basso ...
La navigazione è subito bellissima, un'aria tersa e limpida ci mostra le isole dell'arcipelago toscano sotto una luce stupenda. Serena cavalca il mare come una cavalla di razza a velocità di otto, nove nodi in planata con fiocco e una mano di terzaroli per il vento teso e andatura al lasco.
Siamo fortunati, con un tramonto spettacolare gustiamo la cena preparata a regola d'arte da Sara, sempre pronta a rendere piacevole la permanenza a bordo!
E non arriva il buio... poco dopo il tramonto la luna piena sorge a sud-est e ci accompagna sino al mattino. Turni brevi... siamo solo in tre a bordo, anzi in quattro: alla sera è arrivata una cinciallegra bellissima e stanca morta. Siamo al largo e prova a riprender il volo ma poco dopo torna a bordo per riposarsi. Cerca conforto e incredibilmente viene tra le mie mani a farsi coccolare. Mai vista una scena così tenera alla San Francesco... e quando arriva la notte entra in cabina e si mette a dormire sul divano nascondendo la testolina tra le ali.

Verso le 2 di notte il vento cala e attacchiamo il motore. Abbiamo navigato velocissimi con vento favorevole, alla media di 8/9 nodi, ma il motore dopo mezz'ora si spegne e non vuole più ripartire. Non arriva gasolio.
Pietro naviga a vista e io entro nel vano motore, stacco il tubo che arriva dal serbatoio: non arriva nemmeno una goccia di carburante. L'unica possibilità è prendere una tanica piena e immergere il tubo che alimenta il motore. Urrà, funziona! Ci consola, ma dobbiamo puntare al porto più vicino, quello del dio del mare, Nettuno.
Arriviamo alle 4 del pomeriggio, stanchi e assonnati, non abbiamo quasi chiuso occhio e ci fiondiamo in cuccetta per un meritato riposo".



